| TECNICHE PER LA CONNOTAZIONE |
|
ellissi
| L'ellissi
è un periodo di tempo saltato
|
 |
Esiste
l'ellissi esplicita (quando si fa riferimento al periodo di tempo
saltato - Dopo due ore... -) e l'ellissi implicita (quando non si
specifica niente)
Proponiamo un'esercitazione svolta in
una quarta elementare:
|
| LUCIA
E I BRAVI |
Questa è la scheda
che è stata utilizzata: si tratta di eliminare un'ellissi
 |
 |
| e questo è il testo
realizzato |
Il conducente continuò a guidare velocemente finché non arrivò alla
strada principale. I volti dei rapinatori erano soddisfatti e felici di
aver rapito la povera Lucia. Il Nibbio era un uomo molto cattivo. Il suo
volto era feroce e potente. In testa aveva un cappellaccio e i capelli
erano tenuti da una rete. In vita aveva un cinturone con una fibbia
enorme. Dalla spalla partiva un altro cinturone nero da cui pendevano un
pugnale e altri oggetti pericolosi.
E' stato un gioco da ragazzi - esclamò, con voce potente, il
Nibbio.
- Non credi che le dovremmo togliere quel fazzoletto?
-
Più tardi!
Se prova a fiatare se la vedrà con noi -
rispose il Nibbio.
Lucia
era seduta a un lato della carrozza e, vedendo tutte quelle facce
mostruose, si impauriva sempre di più. Chiudeva e apriva leggermente
gli occhi per ritrovare la forza di
reagire, ma era tutta fatica sprecata.
Guardava
dal finestrino quello che la circondava. Erano solo alberi neri e scuri.
Ormai era arrivata la notte. Ma lei non poteva fuggire perché i
malandrini erano svegli ad osservarla. La notte buia e nera e il
silenzio immenso che le stavano attorno la rendevano ancora più triste.
Si sentiva solo il rumore della carrozza che
proseguiva velocemente verso il castello. Lucia
era circondata da un'aria di paura. Ad un certo punto chiuse
definitivamente gli occhi e le idee le si affollarono in mente. Cosa mi
succederà? Cosa mi faranno? Dove mi portano? Chissà che fine farò? Mamma!
Come starà mia madre? Mi manca tanto in questo momento! Ora posso solo
pregare... povera me!
Lucia
continuava a pregare, sembrava quasi che piangesse. Le preghiere della
povera Lucia vennero interrotte.
E' arrivata l'ora di togliere il fazzoletto - disse il
Nibbio.
- Sì, toglilo - rispose uno.
Il
Nibbio afferrò il fazzoletto e con quella manaccia grande e lunga lo
tirò via.
Lucia
fece subito un respiro e gridò: - Aiuto!
- Non ci riprovare! - urlò il Nibbio.
Se gridi ancora assaggerai il mio
pugnale - tuonò l'altro
con voce potente.
Rossana
- IV el. |
Quello che segue, invece, è un testo con due unità espressive e
l'uso dell'ellissi.
|
A CESENA |
 |
Durante il periodo in cui stavamo a Forlì,
andammo a Cesena. Quella sera ci andammo con l'Audi 80. Io ero piccola:
ricordo che c'era molto traffico e perciò papà andava piano con la
macchina. Io non vedevo l'ora di arrivare.
- Papà, vai più veloce - dicevo.
Guardai fuori dal finestrino e vidi il cielo: era bello, limpido, blu
cobalto e le stelle erano luminose e brillanti. Stupende.
Peccato che a rovinare l'atmosfera c'era il solito inquinamento
acustico: rumore dei clacson, frenate, un insopportabile stridio...
............
Tornavamo a casa di Lucia, l'amica che ci ospitava.
Papà andava lento e, mentre lui guidava, noi ci lamentavamo:
- Uffa! Tutto per colpa della maledettissima nebbia. Quella
stramaledetta non ci ha fatto vedere Cesena!
Papà, però, non partecipava alle lamentele. Anzi, stava in silenzio.
Però si vedeva che era arrabbiato.
Io piagnucolavo perché ci tenevo a vedere Cesena e invece no... grrrrr.....che
rabbia!
Ketty e mamy battevano i piedi per il nervosismo; papà faceva
l'indifferente. Le sue chiavi tintinnavano monotone. La penombra
avvolgeva la macchina e tutto era scuro.
Ylenia, IV el.
|
|
copyright 2002/2013 - tutti i diritti sono riservati
|